Teleriscaldamento negli edifici: aspetti chiave per le aziende specializzate

Il riscaldamento locale e il teleriscaldamento stanno diventando sempre più importanti per i nuovi edifici, per i progetti di risanamento, nelle aree e nei complessi residenziali. Per le aziende che realizzano impianti idraulici e di riscaldamento, questo significa che il calore non viene più generato all’interno dell’edificio, ma proviene da una rete di fornitura. Il fattore decisivo è quindi l’efficienza con cui questo calore viene trasferito all’edificio, regolato e sfruttato per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda.

L’elemento centrale, in questo contesto, è la stazione di trasferimento: il componente che collega la rete di riscaldamento con gli impianti dell’edificio e che influisce sull’efficienza, la temperatura di ritorno, il grado di comfort dell’acqua calda, l’affidabilità e gli interventi di manutenzione che saranno necessari. Tuttavia, scegliere la stazione di trasferimento giusta non è sufficiente a garantire che l’impianto progettato sia sicuro: occorre una soluzione di sistema con interfacce chiare.

Per le aziende specializzate, il problema principale è la sicurezza: quali sono i requisiti del gestore di rete? L’impianto idraulico presente è adatto a questo sistema? Come si può mantenere bassa la temperatura di ritorno? Come si può garantire l’affidabilità dell’acqua calda? E chi si occupa dell’assistenza quando si forniscono progettazione, montaggio e messa in servizio?

Qual è la differenza tra riscaldamento locale e teleriscaldamento?

Il riscaldamento locale e il teleriscaldamento rientrano entrambi nelle reti termiche e funzionano secondo lo stesso principio tecnico: il calore generato in modo centralizzato viene trasportato fino ai diversi edifici tramite una rete di tubature e, attraverso una stazione di trasferimento, raggiunge il sistema di riscaldamento e/o di produzione dell’acqua calda.

Il calore presente all’interno della rete può provenire da diverse fonti, come impianti di incenerimento dei rifiuti, scarti industriali, centrali termiche a cippato, pompe di calore di grandi dimensioni, acqua di lago, acqua di falda o acque reflue. In ogni caso, lo scopo delle aziende specializzate è sempre quello di riuscire a fornire calore che possa essere utilizzato in modo sicuro, efficiente e adeguato alla tecnologia presente nell’edificio.

La differenza tra riscaldamento locale e teleriscaldamento dipende innanzitutto dall’estensione e dall’organizzazione della rete. Di solito, il riscaldamento locale passa per reti più piccole con estensione, appunto, locale: un’area, un quartiere o un complesso residenziale. Il teleriscaldamento, invece, passa per reti più estese che riforniscono quartieri, Comuni o intere aree di approvvigionamento. La distinzione non è netta. I lavori all’interno dell’edificio dipendono principalmente dai parametri di rete, dalle condizioni tecniche di allacciamento (CTA) e da un adeguato trasferimento del calore.

Criterio Riscaldamento locale Teleriscaldamento
Estensione della rete rete locale di dimensioni ridotte rete più ampia e diramata
Contesto tipico area, quartiere, complesso residenziale parti di città, Comune, area di approvvigionamento
Percorso delle tubature più breve più lungo
Fonte di calore centrale locale, legname, pompa di calore, calore residuo impianti di incenerimento dei rifiuti, calore residuo industriale, pompa di calore di grandi dimensioni, legname o altre fonti centralizzate
Impianti all’interno dell’edificio stazione di trasferimento del calore o stazione termica stazione di trasferimento del calore o stazione termica

 

Fernwärme Zürich

Che cosa accade all’interno dell’edificio?

La rete di riscaldamento fornisce calore fino al punto di trasferimento collocato nell’edificio e, da qui, il calore non viene semplicemente immesso nell’impianto, bensì passa attraverso una stazione di trasferimento che lo regola e lo rende utilizzabile.

Il sistema si suddivide in due circuiti: primario e secondario. Il circuito primario è quello della rete, che porta il calore fino alla stazione di trasferimento e riporta indietro l’acqua raffreddata. Il circuito secondario è quello dell’edificio, che alimenta i sistemi di riscaldamento e di produzione dell’acqua calda, serbatoi di accumulo o altre utenze.

Ed è esattamente questo il punto importante per le aziende specializzate. La stazione di trasferimento in sé è solo una parte del progetto: i sistemi di riscaldamento, la regolazione, l’acqua calda, la circolazione, lo spazio a disposizione, le condizioni di allacciamento e la messa in funzione sono altrettanto importanti. Se questi elementi non sono correttamente coordinati tra loro si andrà incontro a richieste di supporto, ritardi o reclami.

Qual è la funzione della stazione di teleriscaldamento?

La stazione di teleriscaldamento è l’interfaccia tra la rete e gli impianti presenti all’interno degli edifici. La sua funzione è trasferire il calore dal circuito primario a quello secondario e, a seconda dei casi, può alimentare il sistema di riscaldamento, quello della produzione di acqua calda o entrambi.

Il trasferimento avviene solitamente mediante uno scambiatore di calore, senza che gli impianti idraulici della rete e dell’edificio entrino in contatto. Allo stesso tempo, la stazione di teleriscaldamento svolge anche importanti funzioni di controllo, sicurezza e misurazione. I vari modelli possono consentire la regolazione della temperatura, della portata e della pressione differenziale, ma svolgono anche funzioni di protezione, sfiato, filtraggio e registrazione dei consumi.

Tutto questo significa che le aziende che realizzano impianti idraulici e di riscaldamento non possono considerare la stazione di teleriscaldamento come un elemento isolato che è sufficiente installare e basta: deve essere adeguato alla rete, all’edificio, ai consumi di acqua calda e all’impianto idraulico esistente o progettato.

Settore Funzione Perché è importante?
Circuito primario Allacciamento alla rete di riscaldamento Rispetto dei requisiti del gestore della rete
Circuito secondario Fornitura di calore all’edificio Determinante in termini di comfort, ritorno, efficienza e sicurezza
Stazione di trasferimento Trasferimento e regolazione del calore Interfaccia tra requisiti di rete e impiantistica dell’edificio

 

DomoVia Terra Fernwärme Übergabestation

Perché è importante che la temperatura di ritorno sia bassa?

È una delle principali criticità nella progettazione di sistemi di riscaldamento locale e teleriscaldamento. La temperatura di ritorno è la temperatura dell’acqua che ritorna nella rete dopo aver ceduto calore. Se la temperatura di ritorno è bassa, la rete termica è più efficiente. L’acqua che rientra nella rete è più fredda quando il calore viene sfruttato correttamente all’interno dell’edificio. Se la temperatura di ritorno è alta, è possibile che il calore non sia stato trasferito interamente, che i flussi volumetrici non siano adeguati o che la regolazione non sia corretta.

Quindi, per le aziende del settore, la temperatura di ritorno non è un valore che descrive l’efficienza in modo astratto, ma un fattore rilevante in fase di pianificazione, esecuzione e collaudo. Sulla temperatura di ritorno influiscono anche altre variabili, come il dimensionamento dello scambiatore di calore, la curva di riscaldamento, i flussi volumetrici, il bilanciamento idraulico, il caricamento dell’accumulo, la circolazione e il sistema di distribuzione del calore all’interno dell’edificio.

Occorre ricordare un principio fondamentale: una stazione di teleriscaldamento non può raggiungere prestazioni superiori di quelle dell’impianto nel quale è installata. Per tenere sotto controllo la temperatura di ritorno è necessario considerare stazione, impianto idraulico, sistema di produzione dell’acqua calda e regolazione come un unico sistema.

Acqua calda e teleriscaldamento: accumulo, carica dell’accumulo o stazione per acqua sanitaria?

La maggior parte dei reclami, nei progetti di teleriscaldamento, riguarda la produzione di acqua calda. Chi utilizza l’acqua calda, infatti, si accorge immediatamente di variazioni di temperatura, tempi d’attesa o volume di prelievo insufficiente. Inoltre, la produzione di acqua calda influisce sulla circolazione dell’acqua calda stessa, sulla temperatura di ritorno, sull’accumulo e sulla regolazione.

Esistono diverse modalità di integrazione della produzione di acqua calda nei sistemi di teleriscaldamento: il sistema di carica del serbatoio può essere collocato nel circuito primario o in quello secondario, oppure è possibile riscaldare l’acqua potabile con una stazione per acqua sanitaria a flusso continuo. Negli edifici si possono utilizzare anche sistemi per la circolazione dell’acqua, scaldacqua a prestazioni elevate o sistemi combinati. Il punto non è quale sia la soluzione migliore in assoluto, ma piuttosto qual è la soluzione adatta all’edificio, al suo utilizzo, ai parametri di rete e ai requisiti in termini di comfort.

Per le aziende specializzate sono fondamentali fattori come il consumo di acqua calda, il volume di prelievo, la circolazione, l’igiene, la temperatura di ritorno e la successiva manutenzione. I carichi di picco sono diversi in una casa plurifamiliare rispetto a un edificio commerciale, un hotel o un centro sportivo. È per queste ragioni che il sistema di produzione dell’acqua calda non può essere progettato per ultimo, ma deve essere integrato nella pianificazione sin dall’inizio.

Oltre a fornire la stazione di trasferimento, Domotec può fare molto di più. I prodotti della gamma DomoVia possono essere combinati con generatori di acqua calda, stazioni per acqua sanitaria e sistemi di circolazione. In questo modo le aziende specializzate possono pianificare il trasferimento di calore, la produzione e la distribuzione dell’acqua calda considerandoli da subito come un sistema unico.

Interfacce tipiche dei progetti di teleriscaldamento

Nei progetti di teleriscaldamento capita spesso che le difficoltà derivino dalla scarsa definizione delle interfacce piuttosto che dalla stazione. Soprattutto nei grandi progetti, le figure coinvolte sono numerose: gestore della rete, progettista, azienda idraulica, azienda di riscaldamento, proprietà dell’edificio, fornitore, servizio di assistenza e talvolta anche l’amministrazione o il gestore dell’edificio.

Ciascuna di queste figure ha le proprie responsabilità e requisiti specifici: il gestore di rete stabilisce i requisiti di allacciamento e i parametri di rete, il progettista definisce il concetto, le prestazioni e l’impianto idraulico, l’azienda specializzata realizza il sistema e il fornitore consegna i componenti con la relativa documentazione, oltre a fornire l’assistenza tecnica. Ultimati i lavori, l’impianto deve funzionare, deve essere collaudato e garantire affidabilità nel quotidiano.

Per le aziende che realizzano impianti idraulici e di riscaldamento è di vitale importanza che le competenze siano definite in modo chiaro sin dall’inizio: chi verifica i requisiti di allacciamento? Chi fornisce i parametri di rete? Chi valuta l’impianto idraulico esistente? Chi decide su serbatoio di accumulo, stazione per acqua sanitaria o sistema di circolazione? Chi fornisce assistenza durante la messa in servizio? Prima vengono chiariti questi punti, minore è il rischio di ritardi, costi aggiuntivi e difficoltà in cantiere.

Quali sono le informazioni necessarie per una corretta progettazione?

Una corretta pianificazione non parte dal prodotto, ma dalle specifiche del progetto. Maggiore è la precisione dei dati e maggiore sarà la precisione con la quale si possono progettare la stazione di trasferimento, il sistema di produzione dell’acqua calda, la distribuzione e la regolazione. Per una prima valutazione tecnica occorre disporre delle seguenti informazioni:

  • tipo di edificio, nuova costruzione o ristrutturazione;
  • numero di unità abitative o di utenti;
  • fabbisogno di riscaldamento e acqua calda;
  • volume di prelievo desiderato;
  • circuiti di riscaldamento esistenti o previsti;
  • radiatori, riscaldamento a pavimento o sistema misto;
  • temperature di mandata e di ritorno richieste;
  • parametri di rete e specifiche del gestore di rete;
  • sistema di accumulo, soluzione per acqua potabile o requisiti di circolazione;
  • spazio disponibile nel sito di installazione;
  • requisiti per la registrazione dei consumi, il controllo e i sistemi di gestione dell’edificio;
  • date previste per l’installazione e la messa in servizio.

Nei progetti di risanamento, utilizzare il vecchio impianto senza prima verificarne le caratteristiche non è mai una buona idea. Pompe vecchie, sistemi con temperature elevate, curve di riscaldamento sfavorevoli o cortocircuiti idraulici possono compromettere l’efficienza della nuova soluzione. Eseguire subito le verifiche opportune consente di evitare discussioni successive.

Errori comuni nei progetti di teleriscaldamento degli edifici

Generalmente non è a causa di un singolo componente se alcuni progetti di teleriscaldamento non raggiungono gli obiettivi prefissati. Di solito, i problemi sorgono quando pianificazione, requisiti di rete, impiantistica dell’edificio ed esecuzione non sono allineati. Un errore comune è quello di scegliere la stazione solo in base alla potenza, senza considerare l’impianto idraulico, la temperatura di ritorno e il sistema di produzione dell’acqua calda. È sbagliato anche utilizzare ottimisticamente gli impianti già presenti negli edifici da risanare, perché non è detto che ciò che funzionava con il vecchio generatore termico funzioni automaticamente anche allacciato al teleriscaldamento.

I requisiti di allacciamento del gestore di rete sono un altro elemento che deve essere verificato sin dall’inizio e non poco prima della messa in servizio. Essi influenzano la temperatura, la pressione, la misurazione, i dispositivi di sicurezza e, in parte, anche la progettazione del circuito secondario. Se questi requisiti vengono presi in considerazione in fase avanzata, il progetto richiederà una revisione.

In questi casi il risultato è quasi sempre lo stesso: richieste di chiarimenti, ritardi, ulteriori accordi o clienti insoddisfatti. È proprio per questo che conviene avere al proprio fianco un partner di sistema che comprenda l’integrazione tecnica e supporti le aziende specializzate non solo nella scelta del prodotto, bensì già in fase di progettazione e di definizione iniziale.

È sufficiente una stazione standard o è meglio una stazione personalizzata?

Non tutti i progetti di teleriscaldamento necessitano di una soluzione personalizzata. Le stazioni di trasferimento standard sono adatte ai progetti con requisiti ben definiti, perché molti componenti sono già combinati tra loro e quindi semplificano la pianificazione, l’installazione e la messa in servizio.

I sistemi combinabili offrono una maggiore flessibilità, ad esempio quando sono presenti più circuiti di riscaldamento, diverse direzioni di allacciamento o gruppi di pompe supplementari. Invece, negli impianti di grandi dimensioni, con sistemi di produzione dell’acqua calda più complessi o in presenza di requisiti specifici del gestore di rete, ha senso scegliere una soluzione personalizzata.

È per questa ragione che DomoVia è strutturata come famiglia di prodotti: DomoVia Deka è adatto agli impianti più piccoli, DomoVia Mega alle applicazioni combinabili, DomoVia Giga agli impianti di medie e grandi dimensioni e DomoVia Terra agli impianti di teleriscaldamento e di riscaldamento locale molto estesi.

Come Domotec supporta le aziende specializzate nei progetti di teleriscaldamento e di riscaldamento locale

Le aziende che realizzano impianti idraulici e di riscaldamento non possono limitarsi a scegliere una stazione di teleriscaldamento tecnicamente valida. Il punto centrale è il progetto d’insieme. Ed è esattamente qui che entra in gioco Domotec. Domotec supporta le aziende specializzate nella scelta e nella progettazione della soluzione giusta e della corretta combinazione tra stazione di trasferimento, produzione dell’acqua calda e sistema di distribuzione, nonché nelle questioni tecniche relative all’installazione e alla messa in servizio. A tutto questo si aggiungono ausili di pianificazione, documentazione tecnica e 50 anni di esperienza nel settore della produzione di acqua calda, dell’impiantistica negli edifici e dell’assistenza sul mercato svizzero.

Domotec Mitarbeiter Werni

Le aziende specializzate possono contare su molto di più che una semplice stazione, perché potranno fare affidamento su un partner esperto nell’interazione tra i vari componenti. Questo riduce i rischi legati alle interfacce e consente di mettere tutto in chiaro prima che si presentino problemi in cantiere.

Il supporto che offriamo si rivela particolarmente prezioso per i progetti con produzione di acqua calda sanitaria, con diversi circuiti di riscaldamento, spazi limitati o requisiti specifici del gestore della rete. Un singolo prodotto non è sufficiente a garantire la riuscita di un sistema di teleriscaldamento: servono componenti combinati in modo corretto, una pianificazione chiara e un’esecuzione professionale.

In conclusione, un teleriscaldamento che funziona ha bisogno di un’interfaccia adeguata nell’edificio

Il riscaldamento locale e il teleriscaldamento funzionano secondo lo stesso principio tecnico: il calore viene generato centralmente e convogliato verso più edifici attraverso una rete di tubature. La differenza tra le due soluzioni dipende principalmente dalle dimensioni, dalla portata e dall’organizzazione della rete.

Per le imprese che realizzano impianti idraulici e di riscaldamento, è all’interno dell’edificio che si decide della riuscita di un progetto. La stazione di trasferimento, il circuito secondario, la produzione dell’acqua calda, la temperatura di ritorno, il controllo e le interfacce devono essere in grado di interagire tra loro. Chiarire questi punti in una fase iniziale riduce i rischi in fase di pianificazione, installazione, collaudo e utilizzo.

Domotec supporta le aziende specializzate con le stazioni di teleriscaldamento DomoVia e le soluzioni di sistema supplementari per il trasferimento del calore, l’acqua calda e la distribuzione. In questo modo, una singola stazione di trasferimento si trasforma in una soluzione pianificabile che tiene conto dell’intero edificio.

Scoprite le stazioni di teleriscaldamento DomoVia e le varianti di sistema disponibili per progetti di riscaldamento locale e teleriscaldamento.

Domande frequenti sul riscaldamento locale e sul teleriscaldamento

Qual è la differenza tra riscaldamento locale e teleriscaldamento?
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Il riscaldamento locale e il teleriscaldamento funzionano tecnicamente secondo lo stesso principio: il calore viene generato centralmente e convogliato verso più edifici attraverso una rete di tubature. Di solito, il riscaldamento locale passa per reti più piccole con estensione, appunto, locale come un’area, un quartiere o un complesso residenziale. Il teleriscaldamento, invece, è utilizzato per le reti più estese, con tubazioni più lunghe.

Che cosa fa una stazione di teleriscaldamento?
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Una stazione di teleriscaldamento trasferisce il calore dal circuito primario a quello secondario che si trova all’interno dell’edificio. Fa in modo che il calore trasferito possa essere utilizzato per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, e, a seconda del modello, può gestire anche la regolazione, i dispositivi di sicurezza, la misurazione e la separazione degli impianti idraulici.

Perché la temperatura di ritorno è importante per il teleriscaldamento?
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Se la temperatura di ritorno è bassa, significa che il calore fornito è stato utilizzato in modo ottimale all’interno dell’edificio. Temperature di ritorno troppo elevate possono compromettere l’efficienza della rete e il rispetto dei requisiti del gestore. Per queste ragioni, scambiatori di calore, flussi volumetrici, circuiti di riscaldamento, acqua calda, circolazione e regolazione devono essere perfettamente armonizzati.

Come viene prodotta l’acqua calda con il teleriscaldamento?
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A seconda del progetto specifico, l’acqua calda può essere ottenuta caricando un serbatoio di accumulo, con stazioni per il riscaldamento dell’acqua sanitaria o attraverso soluzioni combinate. La scelta dipende dal fabbisogno di acqua calda, dal volume di prelievo, dalla circolazione, dall’igiene, dai parametri di rete e dalle temperature di ritorno.

Chi progetta la stazione di teleriscaldamento?
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La progettazione di una stazione di teleriscaldamento è il risultato della collaborazione tra il gestore della rete, il progettista, l’azienda specializzata e il fornitore del sistema. Domotec affianca le aziende specializzate come partner di sistema dalla fase iniziale di definizione del progetto fino all’individuazione della soluzione più adeguata: selezione, progettazione tecnica, ausili alla pianificazione, trasferimento di calore, produzione dell’acqua calda, distribuzione e regolazione. Ciò significa che la stazione di teleriscaldamento non deve essere considerata come un elemento isolato, ma come parte di un sistema globale per l’edificio, la rete e il funzionamento.

State pianificando un progetto di teleriscaldamento e desiderate valutare con sicurezza la soluzione più adatta?

Il nostro team di specialisti vi supporta nella scelta, nel dimensionamento e nel coordinamento tecnico della vostra stazione di teleriscaldamento DomoVia.

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